La nudità del Bambino Gesù, frequente soprattutto tra Quattrocento e Cinquecento, non è un dettaglio casuale. Essa sottolinea la piena umanità di Cristo e rende visibile il mistero dell’Incarnazione: Dio che assume realmente un corpo umano. In molte opere il gesto della Vergine, lo sguardo del Bambino o la posizione del corpo accentuano questo significato teologico e simbolico.
Bottega di Joos van Cleve, La Sacra Famiglia, ca. 1525. Londra, The National Gallery.
Andrea Mantegna, Cristo morto nel sepolcro e tre dolenti, ca. 1483. Milano, Pinacoteca di Brera.
Nelle immagini della Passione il corpo di Cristo diventa il luogo visibile della sofferenza, del sacrificio e della redenzione. Ferite, sangue, contusioni, torsioni e posture non hanno soltanto una funzione narrativa: rendono percepibile la realtà fisica del martirio e, insieme, il significato teologico della salvezza. Tra Medioevo e Rinascimento gli artisti insistono sempre più sulla vulnerabilità del corpo, trasformandolo in uno dei principali veicoli emotivi e devozionali dell’immagine sacra.
Benvenuto Cellini, Cristo crocifisso, 1556–1562. San Lorenzo de El Escorial, Real Monasterio.
La rappresentazione di Cristo completamente nudo sulla croce costituisce un caso relativamente raro nella tradizione occidentale. La nudità integrale accentua la realtà fisica del corpo e porta alle estreme conseguenze il tema dell’Incarnazione: il Dio fatto uomo viene mostrato senza alcun velo, nella vulnerabilità della morte. In alcune opere del Rinascimento e dell’età moderna questa scelta assume anche il valore di una meditazione sulla bellezza ideale del corpo e sul rapporto fra natura umana e natura divina.
Lucas Cranach il Vecchio, Compianto sotto la croce, 1503. Monaco di Baviera, Alte Pinakothek.
Le ferite di Cristo, il sangue e i segni della Passione assumono nell’arte cristiana un significato che va oltre la semplice descrizione del martirio. Il costato aperto, le piaghe delle mani e dei piedi, la corona di spine e il sangue versato diventano simboli della Redenzione e strumenti di meditazione devozionale. In molte opere questi elementi sono messi volutamente in evidenza, fino a trasformare il corpo di Cristo in una vera mappa visiva del sacrificio e della salvezza.