Piero del Pollaiolo e Sandro Botticelli, Le sette Virtù, 1469–1470. Firenze, Gallerie degli Uffizi.
Le virtù e i vizi sono stati spesso rappresentati come figure umane dotate di attributi facilmente riconoscibili. La Giustizia reca la bilancia e talvolta la spada, la Fortezza può essere accompagnata da una colonna o da un leone, la Prudenza da uno specchio o da un serpente. Allo stesso modo, superbia, avarizia, invidia e altri vizi ricevono forme e simboli capaci di renderne immediatamente leggibile il significato morale.
Anonimo, Il Trionfo della Morte, ca. 1446, affresco staccato. Palermo, Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis.
Tra le personificazioni più frequenti nell’arte occidentale vi sono il Tempo, la Fortuna e la Morte. Il Tempo appare spesso come un vecchio alato o armato di falce; la Fortuna può reggere una ruota, navigare su una sfera o mostrarsi instabile e mutevole; la Morte assume talvolta aspetto scheletrico o macabro, soprattutto nella tradizione tardomedievale e barocca. Queste figure non illustrano soltanto idee astratte, ma rendono visibili la precarietà dell’esistenza, il mutare degli eventi e il destino umano.
Pietro Bernini e Gian Lorenzo Bernini, Autunno, ca. 1615–1618, marmo. Collezione privata, già collezione Strozzi, Roma.
Le allegorie possono rappresentare anche realtà collettive e cicliche, come le stagioni, i continenti, le arti e le scienze. Primavera, Estate, Autunno e Inverno assumono sembianze umane accompagnate da fiori, frutti o segni del clima; Europa, Asia, Africa e America sono spesso personificate attraverso costumi, animali e attributi esotici; le arti e le discipline si distinguono mediante strumenti e oggetti specifici. In questo modo l’immagine trasforma concetti generali in figure visibili e riconoscibili.
Cesare Ripa, Della più che novissima Iconologia, frontespizio dell’edizione di Padova, Donato Pasquardi, 1630.
Alla fine del Cinquecento Cesare Ripa raccolse e ordinò nell’Iconologia un vastissimo repertorio di personificazioni destinate a rappresentare virtù, vizi, passioni, arti, scienze e concetti astratti. Ogni figura viene definita attraverso attributi, abiti, colori, animali e oggetti specifici. L’opera, pubblicata per la prima volta nel 1593 e successivamente ampliata e illustrata, divenne uno dei principali strumenti di riferimento per pittori, scultori e decoratori dell’età barocca.