La storia dei campanili di San Pietro nasce dalla trasformazione del progetto della basilica. L’impianto centrale concepito da Bramante e sviluppato da Michelangelo fu modificato da Carlo Maderno, che prolungò la navata per rispondere alle esigenze liturgiche della Chiesa della Controriforma.
La nuova facciata, molto estesa in larghezza, rischiava tuttavia di nascondere la cupola osservata dalla piazza. Per riequilibrarne le proporzioni, Maderno progettò due campanili alle estremità. Le difficoltà del terreno e delle fondazioni impedirono però di completarli, lasciando aperto un problema che sarebbe passato a Gian Lorenzo Bernini.
La storia dei campanili di San Pietro nasce dalla trasformazione della basilica. Il progetto di Bramante, poi ripreso da Michelangelo, era organizzato attorno a una pianta centrale e alla cupola, fulcro visivo, simbolico e strutturale dell’edificio. In questa concezione la facciata non costituiva un fronte privilegiato, ma uno dei lati di un organismo costruito intorno al centro.
Con l’allungamento della navata realizzato da Carlo Maderno tra il 1607 e il 1614, San Pietro assunse invece un andamento longitudinale. L’ingresso occidentale divenne il punto di arrivo monumentale, ma la nuova facciata, enorme e fortemente orizzontale, finì per nascondere in parte la cupola michelangiolesca quando la basilica era osservata da vicino.
Da qui nacque l’idea di collocare due campanili ai lati della facciata: avrebbero segnato solennemente l’ingresso, bilanciato visivamente la cupola arretrata e restituito slancio verticale all’intero edificio. Il problema, tuttavia, non era soltanto estetico. Le condizioni del terreno e delle fondazioni resero il progetto difficile fin dall’inizio e prepararono la controversia che avrebbe coinvolto Gian Lorenzo Bernini.
Nel 1637 Urbano VIII affidò a Gian Lorenzo Bernini il completamento dei campanili previsti alle estremità della facciata. Il nuovo architetto della Fabbrica dovette partire dai basamenti laterali già predisposti da Carlo Maderno, pensati per correggere la dominante orizzontale della fronte e restituire alla basilica uno slancio verticale.
Bernini concepì torri articolate in ordini sovrapposti, più leggere e traforate nella parte superiore. Il cantiere si concentrò dapprima sul campanile meridionale, innalzato sopra strutture preesistenti caratterizzate da fondazioni irregolari e murature non omogenee.
Nel 1641, mentre i lavori erano ancora in corso, comparvero lesioni nella facciata e nelle zone adiacenti. Il timore che il peso della torre potesse compromettere la stabilità dell’edificio impose la sospensione del cantiere.
Le lesioni trasformarono un problema tecnico in un caso politico. Bernini sostenne che le cause risiedessero soprattutto nelle fondazioni e nei basamenti costruiti prima del suo intervento; i suoi avversari attribuirono invece il dissesto alla struttura del nuovo campanile.
Urbano VIII morì nel 1644. Con l’elezione di Innocenzo X, meno favorevole alla famiglia Barberini e al suo architetto, venne istituita una commissione incaricata di esaminare il progetto e le condizioni delle murature.
Nel febbraio 1646 il pontefice ordinò la demolizione delle parti costruite. Il campanile fu abbattuto e Bernini subì la più grave umiliazione della sua carriera. Le indagini successive mostrarono tuttavia che il problema non poteva essere attribuito soltanto al suo progetto: le strutture preesistenti e le condizioni delle fondazioni avevano avuto un ruolo determinante.
La vicenda non concluse il rapporto di Bernini con la basilica. Negli anni successivi egli tornò a lavorare per San Pietro e, con il colonnato della piazza, affrontò su scala urbana il problema che i campanili non erano riusciti a risolvere: conferire unità, profondità e forza monumentale alla facciata.
Le due torri non furono più ricostruite. Alla fine del Settecento Giuseppe Valadier collocò gli orologi alle estremità della facciata, proprio nei punti dai quali avrebbero dovuto elevarsi i campanili.
La loro assenza è ancora oggi parte della storia visibile della basilica: il segno di un progetto incompiuto nel quale architettura, tecnica, ambizioni dinastiche e conflitti politici finirono per sovrapporsi.
Facciata della basilica di San Pietro. Alle estremità, gli orologi realizzati da Giuseppe Valadier occupano il luogo originariamente destinato ai campanili.