PIERO DELLA FRANCESCA
Polittico di Sant’Antonio, 1467-1469 circa
Tempera e olio su tavola
Proveniente dal convento di Sant’Antonio in Porta Sant’Angelo, Perugia
Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria
PIERO DELLA FRANCESCA
Polittico di Sant’Antonio, 1467-1469 circa
Tempera e olio su tavola
Proveniente dal convento di Sant’Antonio in Porta Sant’Angelo, Perugia
Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria
Il Polittico di Sant’Antonio appartiene alla piena maturità di Piero della Francesca e costituisce uno dei capolavori più significativi del Rinascimento conservati a Perugia. Fu commissionato dalle terziarie francescane del convento di Sant’Antonio da Padova e portato a compimento anche grazie a un contributo concesso dal Comune di Perugia nel 1468.
La struttura dell'opera conserva l'impostazione tradizionale del polittico, con figure isolate entro scomparti e un prezioso fondo dorato. Piero, tuttavia, introduce in questa forma ancora legata alla tradizione medievale la sua concezione nuova dello spazio, della luce e della figura umana.
Nel registro principale la Madonna con il Bambino è affiancata da sant’Antonio da Padova e san Giovanni Battista, a sinistra, e da san Francesco e santa Elisabetta d’Ungheria, a destra. La scelta dei santi è strettamente collegata alla committenza francescana.
Il contrasto più sorprendente si manifesta nella parte superiore, dove compare la celebre Annunciazione. Qui il fondo oro lascia spazio a un'architettura costruita secondo rigorosi principi prospettici. Le colonne, il pavimento e il soffitto convergono verso un punto di fuga centrale, creando uno spazio profondo, razionale e perfettamente misurabile.
È quasi come se nel medesimo dipinto convivessero due epoche: nella parte inferiore sopravvive la solennità della tradizione tardomedievale; nell'Annunciazione irrompe invece la nuova visione rinascimentale dello spazio.
La luce, limpida e uniforme, non ha soltanto la funzione di illuminare le figure: diventa uno strumento per definirne i volumi e collocarle in uno spazio matematicamente ordinato. Anche l'impiego dell'olio, accanto alla tempera, permette a Piero di ottenere trasparenze e raffinati effetti luminosi.
La predella completa il programma francescano con episodi dedicati ai santi: Sant’Antonio da Padova resuscita un bambino, le Stimmate di san Francesco e Santa Elisabetta d’Ungheria resuscita un bambino caduto in un pozzo.
La parte più straordinaria dell'opera è probabilmente proprio l'Annunciazione della cimasa. L'incontro tra Maria e l'angelo è inserito in una monumentale architettura prospettica che sembra anticipare visivamente le riflessioni che Piero svilupperà nel trattato De prospectiva pingendi.
Lo spazio non costituisce più un semplice fondale: diventa protagonista dell'immagine. La prospettiva conferisce ordine al mondo visibile e, nello stesso tempo, suggerisce un ordine superiore e universale.
Nel Polittico di Sant’Antonio convivono così tradizione e modernità, fondo oro e prospettiva, devozione medievale e razionalità rinascimentale. Proprio questa apparente contraddizione rende l'opera una testimonianza particolarmente affascinante del passaggio fra due diverse concezioni della pittura.