Il tondo fu commissionato a Botticelli dalla Magistratura dei Massai di Camera per la loro Sala delle Udienze in Palazzo Vecchio a Firenze e fu completato nel 1487.
Dal 1780 il dipinto è ospitato alla Galleria degli Uffizi di Firenze; fu riprodotto in diverse copie, tra cui segnaliamo le versioni nei musei statali di Berlino, nella collezione Wernher a Londra e nella collezione Aynard a Lione.
Si trattava indubbiamente di una commissione pubblica come dimostrato dalla cornice originale del tondo, probabilmente attribuibile alla bottega di Giuliano da Sangallo, che presenta una decorazione a gigli d’oro in campo azzurro, emblema della monarchia francese, ma ricorrente anche nelle decorazioni del Comune, prima, e nella Repubblica di Firenze, poi.
Il titolo di quest’opera fa riferimento alla melagrana, frutto che nel tondo compare nella mano sinistra di Maria, e che simboleggia la Passione di Cristo, così come i molti semi, tutti vicini tra loro, simboleggiano l’unità della Chiesa. Inoltre il motivo della melagrana è ricorrente nei dipinti religiosi cristiani come simbolo della sofferenza e della risurrezione di Gesù.
Questa tavola raffigura una giovane e bella Vergine Maria che tiene in braccio un Bambin Gesù benedicente; il volto di Maria è triste e preoccupato in quanto la Vergine è consapevole della sorte che attende il Pargolo Divino. Attorno alla Madonna sei Angeli, tre per lato, anche loro con espressione malinconica, omaggiano Maria con gigli e ghirlande di rose, simbolo di purezza virginale. L’Angelo all’estrema sinistra, quello con un giglio in mano, ha una fascia sulla veste con le parole AVE GRAZIA PLENA (Ave Maria, piena di grazia). Dall’alto emana un bagliore dorato che illumina l’intera scena di una tenue luce soffusa.
La tavola presenta una particolarità singolarissima; il frutto, infatti, è parzialmente sbucciato e, attraverso la finestra creata dalla asportazione della buccia compare un disegno particolare, composto dai setti e dai semi del frutto stesso. Si tratta di una perfetta rappresentazione dell’anatomia del cuore umano. Lo rivela lo studio pubblicato su Interactive CardioVascular and Thoracic Surgery dal gruppo del chirurgo ed esperto di medicina nell’arte Davide Lazzeri. “La disposizione dei semi e dei setti nel frutto sbucciato disegna i due atri del cuore, i due ventricoli e il tronco polmonare principale”, spiega Lazzeri. “Perfino la corona della melagrana è separata in due parti che mimano la vena cava superiore e l’arco dell’aorta con le sue tre branche“. E’ possibile che questa raffigurazione derivi dalla frequentazione di Botticelli con Leonardo da Vinci, appassionato cultore di scienze anatomiche e dissettore di cadaveri. Allora le dissezioni anatomiche erano ritenute essenziali per riprodurre il corpo umano, i suoi movimenti e le sue funzioni, nelle arti figurative.
A beneficio di coloro che volessero approfondire l’argomento, riporto i riferimenti bibiliografici del lavoro di Lazzeri:
Sandro Botticelli’s Madonna of the Pomegranate: the hidden cardiac anatomy
Davide Lazzeri, Ahmed Al-Mousawi, Fabio Nicoli
Interactive CardioVascular and Thoracic Surgery, Volume 28, Issue 4, April 2019, Pages 619–621